Gaslighting: esempi e come riconoscerlo

gaslighting esempi e come riconoscerlo

“Sei pazza”, “Sei troppo sensibile”, “Ti stai immaginando le cose”… Queste frasi fanno parte di uno schema ben preciso di abuso psicologico noto come gaslighting.

Questo tipo di abuso è caratterizzato dalla manipolazione di una persona, fino al punto che la vittima dubita del proprio giudizio e delle proprie sensazioni.

Il termine è stato coniato dall’adattamento cinematografico di un’opera teatrale, il film si chiama “Gaslight” ed è la storia di un uomo che cerca di convincere la sua amata che “è pazza” attraverso una serie di manipolazioni emotive.

Definiamo il gaslighting come un tipo molto sottile di abuso emotivo basato sul far credere alla vittima che tutto ciò che essa pensa, ricorda e percepisce è solo frutto della sua fantasia.

La manipolazione nel gaslighting è una delle sue caratteristiche più strazianti, e arriva fino al punto che la vittima arriva a mettere in discussione il suo giudizio e i suoi ricordi degli eventi.

Il gaslighting può avere anche conseguenze a lungo termine, distruggendo l’autostima e la fiducia della vittima e intrappolandola in una relazione tossica e disfunzionale.

Ma può anche avere implicazioni più ampie. Col tempo, la persona soggetta al gaslighting diventa condizionata a fare affidamento sul giudizio degli altri piuttosto che sulle proprie percezioni, portandola a un senso di impotenza, confusione mentale, incapacità di prendere decisioni, problemi di memoria, disturbo da stress post-traumatico, depressione e ansia, che possono proseguire per anni anche dopo la fine della relazione.

Alcuni esempi di Gaslighting

A causa della natura ingannevole e sottile di questo tipo di manipolazione, gli esempi di gaslighting possono essere difficili da identificare, specialmente quando ne siamo noi le vittime.

Il gaslighting è un tipo di lavaggio del cervello e di controllo coercitivo che può essere così infido che si può anche non essere consapevoli che sta accadendo. Parte del gaslighting infatti consiste nel far abituare la vittima a non fidarsi di sè stessa, a mettere in discussione le proprie sensazioni e quindi ad affidarsi completamente al giudizio del manipolatore.

“L’ho fatto solo perché ti amo”: Gaslighting camuffato da amore

Alcuni gaslighters dicono di manipolare la loro vittima perché la amano e “vogliono solo il meglio per lei”, presumendo di sapere cosa questo sia meglio della persona stessa.

Facciamo un esempio di fantasia: hai fatto domanda per un lavoro a cui sei molto interessata ed hai cominciato con i colloqui, fino quando l’azienda improvvisamente ha smesso di risponderti. Tuo marito ti dice che non sei adatta al ruolo, che non sei abbastanza preparata per quella posizione e che probabilmente non hai fatto un buon colloquio.

Alla fine, dopo diverse settimane, contatti il responsabile chiedendo spiegazioni e ti senti dire che tuo marito li ha chiamati ed ha detto loro che non eri più interessata. Affronti tuo marito e lui ti dice che l’ha fatto per il tuo bene, che sa che saresti stata più felice stando a casa invece che lavorando. Questo è gaslighting.

Dato che è difficile credere nella mala fede di una persona a noi cara, è purtroppo facile cadere vittime di questo tipo di manipolazione.

“Non ti sto tradendo, sei solo paranoica”: Gaslighting come un modo per evitare le colpe

Uno dei meccanismi più comuni per il gaslighting consiste nel modificare la realtà a proprio piacimento, e spesso chi fa gaslighting rende la vittima “colpevole” di un problema piuttosto che ammettere il proprio cattivo comportamento.

Lo vediamo spesso nell’infedeltà, come quando un uomo dice a sua moglie che lei è “esagerata” o che è “solo gelosa” se quest’ultima mette in dubbio un comportamento inappropriato con una collega. Oppure, se viene sorpreso ad avere una relazione, lui potrebbe giustificarsi dicendo che ha dovuto tradire perché lei è troppo fredda sessualmente e non gli dà abbastanza attenzioni fisiche.

Invece di affrontare il problema (ed ammetterlo), il gaslighter farà in modo che la colpa del tradimento venga attribuita alla vittima, piuttosto che a sè stesso.

“Questa cosa non è mai successa”. Gaslighting per farti dubitare di te stessa

Il Gaslighting spesso fa sì che la vittima dubiti di se stessa. Per esempio, l’abusatore farà o dirà qualcosa di sbagliato nei tuoi confronti e poi negherà che sia mai successo. O ti dirà che ricordi male, o che la tua mente ti sta facendo dei brutti scherzi.

Naturalmente, tutti hanno problemi a ricordare certi dettagli, ma i gaslighters fanno dubitare la loro vittima della loro memoria in generale, e per uno scopo ben preciso.

Lo fanno perché far dubitare la vittima di se stessa è il punto centrale del gaslighting. Quando una vittima non ha più fiducia nel proprio giudizio, l’abusatore ha il controllo totale.

La vittima comincia a dubitare dei suoi istinti e si affida sempre più alla “realtà” che l’abusatore crea. Ciò a lungo andare crea un maggiore senso di dipendenza dall’abusatore, in quanto la vittima piano piano si fida sempre meno dei propri ricordi e delle proprie sensazioni.

“Nessuno ti amerà più di me”: Gaslighting come un modo per isolare il partner

Isolare la vittima dagli amici e dalla famiglia è un segno distintivo di tutti i tipi di abuso domestico, e il gaslighting è un modo per ottenerlo rapidamente. I familiari o gli amici di una persona sono coloro che potrebbero far aprire gli occhi alla vittima dell’abuso, dimostrando che l’abusatore ha torto, quindi quest’ultimo può cercare di separare la vittima dalle persone a lei care fino ad isolarla completamente.

Un esempio di gaslighting potrebbe essere quello di un fidanzato che proibisce alla sua ragazza di uscire con le amiche, dicendo che le sue amiche la detestano e parlano male di lei alle sue spalle.

L’abusatore non vuole solo essere la relazione principale nella tua vita, ma vuole essere l’unica relazione. Facendo così, la vittima si trova completamente isolata e quindi in balìa del persecutore.

“L’ho fatto per colpa tua”. Gaslighting come punizione

Il cosiddetto “trattamento silenzioso” o gli scatti d’ira (o l’alternanza tra i due) sono i modi principali che gli abusatori usano per punire le loro vittime e mantenere il controllo.

Soprattutto il silenzio è spesso utilizzato per ridurre la vittima a più miti consigli.

Un esempio potrebbe essere il seguente: dopo una discussione accesa, tuo marito esce di casa sbattendo la porta. Ricompare dopo un paio di giorni senza dare spiegazioni, e si comporta normalmente con i bambini, ma fa finta che tu non esista, rifiutandosi di parlarti per giorni e giorni. Alla fine, sei così disperata che ti scusi per qualsiasi cosa, implorando perdono.

Questa è manipolazione bella e buona. Invece di affrontare il problema, l’abusatore ti spinge a scusarti ed assumerti tutte le responsabilità della discussione finita male.

“Sei troppo sensibile”

Questa è una frase usata spesso dai “gaslighters” per minimizzare e invalidare i sentimenti della loro vittima.

Se la vittima cerca di esprimere il suo dolore o la sua delusione, il manipolatore può dirle che sta facendo un gran caos per niente.

L’intenzione è quella di farti sentire in imbarazzo per aver cercato di esprimere il tuo dissenso. Una volta che un partner abusante distrugge la capacità della vittima di fidarsi delle proprie percezioni, è più probabile che la vittima tolleri il comportamento abusivo e rimanga nella relazione.

Quasi sempre l’abusatore tenderà a sminuire il partner, a renderlo insicuro, in modo da limitarne le relazioni sociali e tenere la vittima stretta a sè per mancanza di alternative.

Coloro che utilizzano forme di gaslighting nelle proprie relazioni, sia di coppia che di amicizia, sono spesso dei narcisisti e hanno bisogno di una fornitura costante di attenzione. Tuttavia, anche se dedichi il 100% di te stessa ad amarli, non sarà mai abbastanza. Ti faranno sentire che non sei mai abbastanza brava, intelligente od importante, ed il tutto per tenerti in una condizione di sottomissione psicologica nel loro confronti.

vittima di gaslighting

Come individuare il gaslighting: i segnali di avvertimento

Se vuoi capire se sei vittima di gaslighting, presta particolare attenzione ai seguenti segnali:

  • Nega qualcosa che sa essere ovvio. Se il tuo partner nega un evento o qualcosa che ha detto, può essere un sintomo di gaslighting. Per esempio, sai che ha detto che non gli è piaciuto il film X, ma lui/lei lo nega mentendo in modo palese “Non l’ho mai detto!” piantando così il seme del dubbio “Ho sentito male?” o “Me lo sono inventato?”.
  • Fa commenti sulla tua salute mentale. Specialmente se hai avuto un problema di salute mentale, l’abusatore può usare il tuo passato come un’arma, “Ricordati che non stai bene, hai avuto problemi e in questo momento non stai pensando in maniera logica”, questo messaggio può portarti a dubitare di te stessa, che é esattamente ció che lui/lei vuole. Nota: è importante non confondere qualcuno che vuole veramente aiutarti a superare un disturbo mentale con un manipolatore.
  • Se qualcuno dice che hai ragione, allora “è un bugiardo”. É probabile che qualcuno vicino a te si renda conto della situazione e ti metta sull´avviso. Molto probabilmente, il partner negherà, distruggendo la credibilità del tuo amico o membro della famiglia con frasi come “non credergli, sta mentendo per manipolarti”.
  • Ti dice direttamente che sei pazza. La massima espressione del gaslighting ha solo due parole: “sei pazza”. Tuttavia, dopo molteplici manipolazioni, questo tipo di commento può finire per abbattere le tue ultime forze mentali fino a farti veramente dubitare della tua stessa capacità mentale.
  • Dice bugie palesi. Sa che sta dicendo una vera e propria bugia. Eppure lo dice con la faccia seria. Perché? Perché sta creando un precedente. Una volta che ti ha detto una bugia enorme, non sai se devi credere a lui o alle tue sensazioni. Mantenerti instabile è l’obiettivo.
  • Ti logora nel tempo. Questa è una delle cose insidiose del gaslighting: viene fatto gradualmente, nel tempo. Una bugia qui, una bugia là, un commento sprezzante ogni tanto… e poi la cosa comincia ad aumentare. Anche le persone più lucide e consapevoli di sé possono essere risucchiate dal gaslighting – è una tecnica di manipolazione molto efficace, proprio perchè meno diretta di, ad esempio, una violenza fisica.
  • Le sue azioni non corrispondono alle sue parole. Quando hai a che fare con una persona di cui sospetti, guarda cosa sta facendo piuttosto che cosa sta dicendo. Quello che dice spesso non significa nulla, sono solo chiacchiere. Quello che sta facendo è il molto più importante.
  • Ti dà ogni tanto un rinforzo positivo per confonderti. Dopo averti umiliata, dicendoti che non vali nulla, ora ti sta lodando per qualcosa che hai fatto. Questo aggiunge un ulteriore senso di squilibrio. Non sai piú se ti apprezza o ti disprezza. Spesso è un tentativo calcolato di confonderti e, di nuovo, di mettere in dubbio la tua percezione della realtà. I gaslighters sanno che alle persone piace avere stabilità e normalità. Il loro obiettivo è quello di sradicare le tue sicurezze e farti mettere costantemente in discussione tutto. Guarda anche per quale ragione sei stata lodata; probabilmente è qualcosa che è servito al gaslighter.
  • Cerca di farti dubitare delle persone vicine a te. I gaslighters sono maestri nel manipolare, e usano altre persone contro di te. Faranno commenti come: “Tua sorella sa che ho ragione io” o “Anche Maria sa che sei inutile”. Tieni presente che non significa che queste persone abbiano effettivamente detto queste cose. Un gaslighter è un bugiardo professionale. Quando usa questa tattica, ti fa sentire come se non sapessi di chi fidarti o a chi rivolgerti, e questo ti riporta direttamente al gaslighter. Ed è esattamente quello che vogliono: L’isolamento dà loro più controllo.
  • Dice ad altri che non stai bene mentalmente. Questo è uno degli strumenti più efficaci del gaslighter, perché ti isola dalla tua cerchia. Il gaslighter sa che se mette in dubbio la tua sanità mentale, la gente non ti crederà quando gli dirai che il gaslighter è abusivo o fuori controllo. È una tecnica da maestro.

Come comincia il gaslighting?

Gli abusatori di solito non iniziano in piena forza, altrimenti la loro vittima se ne andrebbe immediatamente; piuttosto, iniziano lentamente, il che si aumenta il senso di confusione e irrealtà che la vittima sperimenta.

Infatti, i casi di gaslighting spesso iniziano come una storia d’amore da favola. Coloro che usano il gaslighting vi bombarderanno con segnali di affetto, attenzioni e regali, usati come un modo per ottenere il controllo e farvi fidare di loro. Poi, una volta che sono sicuri del tuo amore, a poco a poco, cominceranno a farti a pezzi emotivamente.

Questa bandierina rossa appare dal primo appuntamento, sotto forma di una persona che fa un sacco di domande personali, cercando intimità molto rapidamente e offrendo troppe attenzioni, regali o dichiarazioni d’amore premature. Una volta nella relazione, ci sono tre fasi principali che una vittima attraversa durante il processo di gaslighting.

Incredulità

Le prime volte che qualcuno cerca di cambiare la tua realtà, è probabile che tu non gli creda e gli dica che si sbaglia o che ha frainteso la situazione.

Difesa

Più qualcuno ti offre spiegazioni che non ti tornano, più ti chiedi se questa persona abbia ragione, ma cercherai comunque di difenderti. Cercherai di confutare le loro affermazioni con la logica o di ragionare con loro, ma cercherai anche di “essere imparziale” e di vedere la cosa anche dal loro punto di vista. Grave errore.

Sottomissione

Dopo un po’ gli si crede, soprattutto se la loro critica costante è relativa ad una insicurezza che già avevate. Più riescono a farvi sentire insicuri e a mettere in dubbio la vostra realtà, più crederete alle loro spiegazioni. Alla fine, si arriva ad un punto in cui la fiducia in se stessi è distrutta, non ci si fida più del nostro sentire e ci si affida completamente al partner abusante.

 Gaslighting: le conseguenze psicologiche

Essere sottoposti a gaslighting può causare ansia e depressione. È stato anche collegato ad attacchi di panico ed esaurimenti nervosi. Per questo motivo, è importante riconoscere quando si sta essendo vittima di  gaslighting. Chiediti se la tua relazione ti sta creando i problemi qui elencati.

  • Dubiti delle tue sensazioni e della realtà. Sei ormai convinta che tue sensazioni siano sbagliate, o che sei troppo sensibile. Metti in dubbio il tuo giudizio e le tue percezioni. Hai paura di parlare o di esprimere le tue emozioni. Hai imparato che condividere la tua opinione di solito ti fa sentire peggio. Così, spesso, rimani in silenzio. 
  • Ti senti vulnerabile e insicura. Non ti fidi piú a parlare, o a fare un commento, pensado che potresti dire qualcosa di sbagliato.
  •  Ti senti sola e impotente. Sei convinta che tutti intorno a te pensino che tu sia strana, pazza o instabile, proprio come il tuo partner dice che sei. Questo ti fa sentire in trappola e isolata.
  • Sei delusa di te stessa e di cosa sei diventata. Per esempio, ti senti debole e passiva mentre prima eri più forte e assertiva. 
  • Ti senti confusa. Il comportamento del tuo partner ti confonde – non sai piú di chi fidarti. 
  • Ti convinci di essere troppo sensibile. Il tuo partner minimizza comportamenti o parole offensive dicendo “Stavo solo scherzando”. E tu ci credi.
  • Hai un senso di sventura imminente. Ti senti come se stesse per accadere qualcosa di terribile quando sei vicino al tuo partner. Questo può includere il sentirsi minacciati e nervosi senza sapere perché. 
  • Ti senti inadeguata. Ti senti come se non fossi mai “abbastanza”. Cerchi di essere all’altezza delle aspettative e delle richieste degli altri, anche se sono irragionevoli. 
  • Ti metti costantemente in discussione. Ti chiedi se ti ricordi accuratamente i dettagli degli eventi passati. Non ti fidi piú della tua stessa memoria. Potresti anche aver smesso di provare a condividere ciò che ricordi per paura che sia sbagliato. 
  • Presumi che gli altri siano delusi da te. Ti scusi continuamente per quello che fai, presumendo che le persone siano deluse da te o che hai in qualche modo commesso un errore. 
  • Ti chiedi cosa c’è di sbagliato in te. Ti chiedi se c’è qualcosa di fondamentalmente sbagliato in te. In altre parole, ti preoccupi che tu possa essere veramente pazza, nevrotica o malata mentalmente. 
  • Fai fatica a prendere decisioni perché non ti fidi di te stessa. Preferisci permettere al tuo partner di prendere decisioni per te, o eviti del tutto di prendere decisioni.

Come si esce da una situazione di gaslighting?

Se pensi di essere vittima di gaslighting, prova a cercare aiuto da persone al di fuori della tua cerchia, in modo da poterti confrontare con qualcuno e riacquistare fiducia nei tuoi pensieri e idee. Se lo ritieni necessario, puoi anche andare da un terapeuta specializzato in abusi psicologici e violenza emotiva per aiutarti ad uscire da una relazione tossica.

Il gaslighting può essere più comune di quanto la maggior parte delle persone pensi. È un segno di abuso emotivo, che milioni di uomini e donne sperimenteranno da un partner intimo nel corso della loro vita, secondo i dati del Center for Disease Control and Prevention.

Il primo passo per porre fine al gaslighting è essere in grado di riconoscerlo quando sta accadendo, il che non è semplicissimo. Si può arrivare a vederlo da soli, ma molte vittime hanno bisogno dell’aiuto della famiglia, degli amici e/o di un terapeuta per districare tutte le bugie e i ricordi distorti.

Spesso, l’unico modo per fermare il gaslighting è quello di terminare la relazione.

Una volta che decidi di andartene, devi farlo con molta attenzione, perché non è raro che un abuso psicologico degeneri in violenza fisica.

Parla con i tuoi cari o con un terapeuta e metti insieme un piano per andartene in sicurezza. Una volta lasciato il partner abusivo, meglio non mantenere nessun contatto perché cercherà di ‘risucchiarti’ con promesse di cambiamento, pianti, minacce e regali.

Per tale ragione, è preferibile pianificare con molta attenzione la separazione, preferibilmente con uno specialista in abusi psicologici.

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